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L’incredibile storia di Pier Fortunato Zanfretta e i suoi incontri ravvicinati del quarto tipo

13 Ott
L’incredibile storia di Pier Fortunato Zanfretta e i suoi incontri ravvicinati del quarto tipo

Siamo soli nell’universo? Una domanda che ancora oggi non ha ricevuto una risposta definitiva anche se sembra assurdo ipotizzare che il nostro pianeta possa essere l’unico abitato in tutto l’universo. Per darvi un’idea delle dimensioni del cosmo considerate che ci sono più stelle nel cielo che granelli di sabbia sulla terra. Dunque, a fronte di questa considerazione, è praticamente impossibile anche solo pensare di essere soli.

Ma esiste una domanda ancor più intrigante: siamo mai stati visitati da una qualche civiltà tecnologicamente avanzata? Nel corso della sua storia, l’uomo è stato testimone di svariati avvisamenti di oggetti non identificati nel cielo e non solo a partire dagli anni 40 del 900, dopo il famoso incidente di Roswell, ma si hanno testimonianze risalenti anche a centinaia se non migliaia di anni fa. C’è chi pensa che una delle prime prove scritte di avvistamenti UFO siano racchiuse addirittura nella Bibbia, nel famoso Libro di Ezechiele. Ma nel corso degli ultimi 70 anni, gli avvistamenti inspiegabili sembrano essersi moltiplicati esponenzialmente, tant’è che sono stati addirittura classificati e suddivisi in categorie:

  • Incontro del 1° tipo: ossia la visione di un UFO posato a terra a una distanza di non più di alcune centinaia di metri.
  • Incontro del 2° tipo: l’UFO, oltre a essersi posato a terra, deve avere lasciato tracce della sua presenza con segni sul terreno, bruciature su un albero e altro ancora.
  • Incontro del 3° tipo: in questo caso, con l’UFO deve essere avvistata anche un’entità animata.
  • Infine abbiamo l’incontro ravvicinato del  4° tipo: ovvero il rapimento di una persona a bordo di un UFO.

In questo caso ci soffermeremo proprio su quest’ultimo analizzando una storia avvenuta qui in Italia che ancora oggi sembra non avere una spiegazione logica se non proprio quella del rapimento. Ecco la storia di Pier Fortunato Zanfretta.

Zanfretta nasce a Nova Milanese nel 1952 e deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, ben undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e soprattutto del quarto tipo. Ora vi racconteremo la sua prima e macabra esperienza.

Nel 1978 Zanfretta prestava servizio presso la cooperativa “Istituto Val Bisagno” di Genova come Metronotte, dunque si dedicava principalmente all’ispezione notturna. Egli era solito seguire con l’auto una strada di circa 50 km per notte percorrendo le frazioni e i comuni di Prato, Bargagli, Torriglia, Montebruno e Rovegno per poi tornare indietro. Questo tragitto lo faceva da ormai molti anni senza aver mai cambiato strada una sola volta. Ma la notte tra il 6 e 7 dicembre 1978 qualcosa cambia. Zanfretta percorre il suo solito giro, ma a metà tragitto invece di percorrere la strada che lo porta a Torriglia, decide di andare a Marzano, una cittadina che visitava sempre e solo al ritorno. Successivamente scende in una valle dove ci sono due ville: Villa “Verde” e Villa “Casa Nostra”.

Arrivato a Villa “Verde” verso mezzanotte, Zanfretta scende dall’auto lasciando il motore e gli abbaglianti accesi dato che in quel posto di notte la luminosità è molto scarsa. Dunque entra in Villa “Verde” per controllare che fosse tutto a posto, dopodiché va sul retro e proprio in quel momento nota qualcosa di strano: quattro luci che si muovevano vicino alla villa che avrebbe dovuto controllare subito dopo.

A questo punto Zanfretta comincia a preoccuparsi dato che pensava ci fossero dei ladri dentro la casa. Corre così verso la macchina, prende il microfono e comunica alla sala operativa il suo avvistamento avvisando della probabile presenza di ladri in Villa “Casa Nostra”. In quello stesso istante tutte le luci della vallata si spengono improvvisamente, si spengono anche il motore e le luci dell’auto. Zanfretta pensando ad un guasto prende la sua pila e si avvia a piedi verso Villa “Casa Nostra” non sapendo che di li a poco la sua vita cambierà in maniera radicale.

Mentre Zanfretta si avvicina alla casa, la paura prende sempre più possesso del suo corpo. Quando raggiunge la villa le quattro luci si spostano improvvisamente sul retro. Zanfretta le segue e sempre pensando che fossero ladri prende in mano la pistola e spegne la pila. Ad un certo punto riceve una grossa spinta da dietro che lo fa cadere nel giardino della villa. Senza ancora aver realizzato chi o cosa l’avesse spinto, prende la pila e la punta dietro di se. La prima cosa che nota sono due piedi enormi e mano a mano che fa luce su questo essere nota subito che non è umano. Infine quando punta la luce sulla faccia di questa misteriosa entità, Zanfretta sviene dalla paura.

La descrizione che Zanfretta farà in seguito ai carabinieri è di un essere umanoide alto circa tre metri con la pelle squamosa dalle sfumature verdi. Braccia muscolose, otto dita per mano e ognuna di esse presentava alle estremità delle ventose. Continua la descrizione dicendo che sul petto c’era una sorta di rombo con disegnato all’interno un simbolo che ricordava una “A”. Infine descrive la testa dell’essere dicendo che era gigantesca e dalla sua sommità si potevano vedere le vene che pulsavano. Al posto delle orecchie aveva tre spuntoni e gli occhi si presentavano di forma triangolare e gialli. Il naso era composto da soli due buchi e davanti aveva una specie di retina che emetteva una strana luce a intermittenza.

Ma la macabra avventura di Zanfretta non si fermerebbe all’incontro con questa misteriosa entità. Infatti egli afferma che subito dopo due di quegli esseri lo hanno prelevato portandolo sul loro mezzo che stazionava nel cielo. Continua dicendo che dopo averlo trasportato in una stanza, lo hanno disteso su un letto d’acciaio e in quel momento i suoi vestiti avrebbero cominciato a staccarsi da soli. A quel punto uno strano macchinario con sei lunghe punte di vetro scende dal soffitto perforando Zafretta alle gambe, ai fianchi e alle spalle, egli afferma di non aver sentito dolore e subito dopo ha notato il sangue fluire in queste punte di vetro, entrare nel macchinario sul soffitto per poi rientrare nel suo corpo. A questo punto della storia i ricordi di Zanfretta vengono meno e afferma di essersi svegliato circa due ore dopo nello stesso posto dove era stato prelevato. Dopo questa esperienza Zanfretta, terrorizzato, corre verso l’automobile per chiamare la sala operativa e chiedere aiuto. Qualche minuto dopo viene raggiunto da alcuni colleghi e insieme scendono in città. Fino a questo momento, tutto pareva essere stato solo un brutto scherzo giocato dalla stanchezza che il lavoro del Metronotte può causare.

Ma il giorno dopo Zanfretta fu convocato dai Carabinieri nel luogo dove era stato fatto l’incontro ravvicinato, arrivato sul posto viene subito accolto dal brigadiere, nonché amico di vecchia data, Antonio Nucchi che chiede a Zanfretta cosa fosse accaduto la scorsa notte. Egli spiega che probabilmente il tutto era stato causato dalla stanchezza e racconta l’intero accaduto. Dopodiché i carabinieri decidono di riportare Zanfretta a Villa “Casa Nostra” e una volta arrivati c’erano altri carabinieri che stavano già effettuando un sopralluogo. La prima cosa che Zanfretta notò fu una serie di grosse impronte di circa 50 centimetri nell’erba del giardino. Inoltre una parete di vetro della villa era stata completamente sfondata e il muro adiacente ridotto in polvere. Infine il prato presentava una grossa sagoma a forma di ferro di cavallo come se qualcosa vi fosse stato appoggiato per lungo tempo. Ma il fatto sorprendente è che quando il brigadiere Antonio Nucchi fece delle indagini accertò che 52 persone quella notte, in quelle ore e in quella località, avvistarono un enorme disco volante luminoso volteggiare nel cielo per poi atterrare. Tra le persone che fecero questo avvistamento c’era addirittura il sindaco di Torriglia.

Questa esperienza per Zanfretta fu solo l’inizio di un’odissea durata ben 4 anni con 11 rapimenti. Infatti egli stesso afferma di essere stato più volte prelevato da questi esseri nel corso della notte e trascorreva diverse ore sulla loro astronave in balia di esperimenti vari. In un paio di volte è stata proprio la sala operativa ad accorgersi che qualcosa non andava in quanto il silenzio radio di Zanfretta durante le sue ispezioni pareva molto strano. In questi casi gli stessi colleghi, non avendo sue notizie da ore, si recavano a cercarlo, trovandolo sempre in stato di shock nel luogo del suo ultimo contatto radio. La cosa strana è che il metronotte, nonostante le condizioni meteo erano molto rigide, pareva sempre estremamente accaldato e sudato soprattutto nella testa. Anche la carrozzeria dell’auto si presentava molto calda.

Zanfretta non ricordava mai immediatamente l’accaduto e i suoi ricordi erano quasi sempre annebbiati. Proprio per questo motivo venne sottoposto a decine e decine di sedute di ipnosi regressiva in tutto il mondo dove non ha mai neanche una volta mostrato un segno di contraddizione. Egli rivelava sempre gli stessi macabri dettagli delle sue esperienze. Gli psicanalisti che lo sottoposero a queste sedute, affermarono che le dichiarazioni circa tali eventi rese durante lo stato ipnotico sarebbero state fatte in buona fede. La storia di Zanfretta, come quella di altri contattisti, risulta a tutt’oggi non verificabile anche se in coincidenza con alcuni dei suoi rapimenti, i residenti del posto segnalarono diversi black-out circoscritti, solo un caso?

Infine Zanfretta, per accertare le sue condizioni di salute, fu sottoposto anche a visite presso il reparto neurologico dell’ospedale di San Martino ed è sempre stato riconosciuto come sanissimo di mente. E’ stato accertato inoltre che non è dedito all’uso di bevande alcoliche o sostanze stupefacenti. Questa è la storia più straordinaria e documentata riguardante i rapimenti UFO in Italia anche se ad oggi l’unico che sa la completa verità è solo Pier Fortunato Zanfretta.

Concludiamo questo caso sottolineando un fatto molto bizzarro: durante una delle tante ipnosi, Zanfretta racconta di una notte in particolare che è stato rapito e trasportato a bordo del “disco volante” con tutta l’auto. Qui, parlando con i suoi misteriosi interlocutori, ad un certo punto disse: “…dove siete andati? e a far che cosa sopra la Spagna? Perché? Ma tutti assieme?”. Il fatto curioso è che il giorno dopo questo fatto, il servizio internazionale dell’Ansa trasmise a tutte le redazioni dei giornali italiani che un veterinario spagnolo ha affermato di essere stato seguito da un oggetto volante non identificato mentre si trovava al volante della sua automobile su una strada vicina a Guadalajara, in Spagna. Coincidenze?

Per ulteriori informazioni:

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Pubblicato da su 13 ottobre 2014 in Contatti exraterrestri

 

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