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La foresta Aokigahara, il luogo con il più alto tasso di suicidi in Giappone!

14 Set
La foresta Aokigahara, il luogo con il più alto tasso di suicidi in Giappone!

Esiste una  foresta ai piedi del Monte Fuji, in Giappone, nella quale in alcuni punti, i rami s’intrecciano in maniera talmente intricata da impedire persino la penetrazione dei raggi solari. Una foresta in cui nei mesi invernali una fitta nebbia si riversa tra gli alberi riducendo talmente tanto la visibilità che viene proibito l’accesso a molti dei sentieri presenti sul luogo a causa del forte rischio di perdere la via. Stiamo parlando della foresta Aokigahara.

E’ conosciuta anche col nome Jukai, che significa “Mare di alberi” per via della sua conformazione atipica: la vegetazione è difatti cresciuta sui resti d’una eruzione vulcanica avvenuta nell’864 d.C., motivo per il quale l’aspetto, da una certa altezza, ricorda un oceano. Inoltre si estende per oltre 35 km² ed è composta in gran parte da rocce laviche, caverne di ghiaccio, fitti alberi e arbusti, che frenando l’azione del vento, danno a Aokigahara un’atmosfera spaventosamente silenziosa. La struttura di questo luogo è talmente labirintica che chiunque abbia il coraggio di addentrarsi, per non rischiare di non uscirne mai più, è costretto ad usare il metodo del “filo d’Arianna”: con l’ausilio di lunghi nastri colorati si segna la strada percorsa per poi poter rintracciare velocemente l’uscita in caso di necessità.

Ma c’è una storia che riguarda Aokigahara che va ben oltre l’aspetto inquietante che possiede, infatti la foresta è tristemente famosa in tutto il mondo per essere luogo di numerosi suicidi soprattutto a partire dagli anni 50, non a caso ci sono disseminati numerosi cartelli che invitano le persone a riconsiderare le proprie azioni: “La tua vita è un prezioso dono ricevuto dai tuoi genitori”, “Per favore, rivolgiti alla polizia o ad un medico prima di commettere suicidio“

Ma facciamo un passo indietro, già dal sedicesimo secolo si hanno testimonianze piuttosto macabre di questo luogo. Infatti diverse famiglie sceglievano Aokigahara come territorio dove abbandonare i membri più anziani al loro destino ultimo. Questo “rituale”, seppur infinitamente crudele, veniva messo in atto con l’esplicito consenso di quest’ultimi, i quali volontariamente si lasciavano morire nella foresta per non pesare economicamente alla propria famiglia. Dunque, in quegli anni, nacquero numerose storie e credenze popolari che parlano di spiriti e demoni. Si credeva infatti che in quel posto risiedessero i Kodama, ovvero spiriti degli alberi che amavano imitare le voci dei defunti, difatti gli arbusti non venivano abbattuti per non ricevere sfortune da parte di queste entità. Altri invece ritenevano che la zona fosse infestata dai Jubokko: alberi malvagi capaci di catturare ignari passanti e succhiare loro il sangue per nutrirsi e rimanere sempre verdi. Non mancavano naturalmente, e non mancano tutt’oggi, leggende riguardo la presenza dei fantasmi di coloro che morirono precocemente o coloro che non conobbero mai una sepoltura appropriata.

Con l’avanzare dei secoli e con la modernizzazione del Giappone, molte di queste credenze popolari vennero considerate delle semplici leggende e la foresta tornò ad essere un posto tranquillo. Ma questa tranquillità venne bruscamente interrotta a partire dagli anni 50 del secolo scorso quando decine di uomini d’affari cominciarono ad addentrarsi nel “Mare d’alberi” senza far mai più ritorno. Dal 1970 la percentuale di dispersi e morti divenne altissima e la probabilità d’imbattersi in corpi putrefatti, scheletri, carcasse ancora appese alle corde e rimasugli di vario tipo era alquanto elevata, per non parlare del terribile fetore sprigionato dalle membra in decomposizione. Dunque il governo decise di effettuare delle pulizie annuali dei corpi senza vita trovati impiccati o accasciati al suolo. Tra il 1988 ed il 2003 il sempre crescente numero di suicidi arrivò a toccare anche i 100 l’anno. Ultimamente la cifra ha oltrepassato di gran lunga i 100, arrivando a picchi di 250 tentativi nel 2010, tuttavia dobbiamo considerare che ad oggi non si è sicuri della reale stima dei deceduti e dei cadaveri presenti.

Questa foresta, dunque, è il luogo con il più alto tasso di suicidi in Giappone, ma cosa porti le persone a scegliere questo luogo è tutt’oggi un mistero. Un’ulteriore elemento che contribuisce a donare un’aspetto ancor più tetro e misterioso a questo caso è la presenza di feticci voodoo appesi agli alberi e tavolette riportanti maledizioni contro la società, il lavoro, il governo, le tasse o contro qualsiasi altra entità che probabilmente spinge queste povere anime al gesto estremo. Che sia questo il motivo secondo la quale le persone inconsciamente scelgono questo luogo per togliersi la vita? Una maledizione dunque? Alcuni spiritisti giapponesi credono che la struttura labirintica sia in realtà dovuta agli spiriti dei deceduti che, non trovando pace, modellano la conformazione degli alberi e dei rami per impedire ai visitatori d’uscirne. Da recenti studi si è potuto verificare che nella zona ci sarebbe un giacimento di ferro talmente massiccio da provocare malfunzionamenti a qualsiasi bussola, motivo per il quale molte persone si sarebbero perse nella foresta e sarebbero morte di stenti.

Di tutta questa storia l’unica cosa certa è l’elevatissimo numero di suicidi nel paese del Sol Levante, e Aokigahara ne è il simbolo supremo.

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