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SCOPERTA 24: Autocombustione umana spontanea, tra scoperte e bizzarre teorie

23 Lug
SCOPERTA 24: Autocombustione umana spontanea, tra scoperte e bizzarre teorie

L’argomento di cui stiamo per parlare è oggetto di numerose teorie e studi ma ancora non sono stati raggiunti risultati soddisfacenti. È un fenomeno naturale per il quale, in determinate circostanze, un corpo umano prenderebbe fuoco bruciando senza fonti esterne di innesco, stiamo parlando della combustione spontanea umana.

Come è possibile che il corpo umano possa incendiarsi dall’interno e ridursi in cenere nel giro di pochi istanti lasciando intatti solo gli arti inferiori? Inoltre, il fatto curioso è che le vittime non avvertirebbero dolore durante l’autocombustione. Ad oggi non esiste nessuna spiegazione scientifica o logica soddisfacente. Nei rarissimi casi di cui si ha documentazione, nei luoghi in cui avvengono queste autocombustioni non vi sono danni ingenti ai locali, ma solo le vittime e la zona che li circonda è danneggiata dall’incendio.

Come abbiamo detto i casi di autocombustione umana sono rarissimi, il meglio documentato è quello della signora Mary Hardy Reeser. Questa signora, nel giorno del suo decesso, decise di prendere del sonnifero ed andare a dormire presto. Alle 8 del mattino seguente la padrona di casa, la signora Carpenter, ricevette un telegramma per la signora Reeser e andò a consegnarglielo di persona, ma la signora Reeser non rispose ai ripetuti richiami della padrona di casa la quale, preoccupata, chiese aiuto per aprire la porta di ingresso. Una volta all’interno dell’appartamento un ondata di caldo avvolse i soccorritori, ma non era presente nessun segno evidente d’incendio a parte una trave bruciacchiata, non passò molto quando vennero travolti da una visione orripilante: sul pavimento si trovavano i resti della povera signora Reeser di cui rimaneva solo un piede intatto con una pantofola, il teschio carbonizzato ed un mucchio di cenere in cui si potevano notare alcuni organi interni e la spina dorsale della sventurata. Il rapporto finale di questa tragica storia fu che la signora si era addormentata con la sigaretta accesa e la vestaglia aveva preso fuoco. Nonostante questa spiegazione però, per molte persone questo rimane un caso di autocombustione umana.

Ecco una lista di teorie avanzate nel tempo per spiegare questo tragico fenomeno:

  • EFFETTO STOPPINO

L’incendio verrebbe alimentato dai grassi che compongono il corpo umano il quale si scioglierebbero impregnando i vestiti, permettendo al corpo della vittima di continuare a bruciare. Questa teoria darebbe una spiegazione al fatto che gli arti inferiori e superiori delle vittime raramente bruciano poiché vi sono meno tessuti adiposi. L’unico difetto riguarda le ossa dato che non possono bruciare così velocemente e polverizzarsi come nel caso della signora Reeser.

  • ALCOL

Numerosi casi di si sono verificati dopo feste o dopo che le vittime avevano ingerito sostanze alcoliche in quantità elevate, dunque una presenza più alta di alcool nel sangue potrebbe generare una reazione chimica all’interno dell’organismo causando l’autocombustione della vittima.

  • FARMACI

L’assunzione di farmaci potrebbe avere lo stesso effetto dell’alcol nel corpo umano.

  • REAZIONE CHIMICA A LIVELLO CELLULARE

Secondo questa teoria avanzata dal professor John Heymer, una reazione chimica all’interno dei mitocondri tra idrogeno e ossigeno provocherebbe a livello cellulare una sorta di esplosione interna al mitocondrio stesso il quale si incendierebbe e a sua volta incendierebbe le altre cellule vicine in una reazione a catena.

  • FULMINI GLOBULARI

È la teoria più controversa e suggerisce che i fulmini globulari potrebbero penetrare all’interno di una stanza, colpire la vittima e causare l’incendio. Una teoria di certo molto azzardata dato che anche il fenomeno dei fulmini globulari è poco compreso ancora oggi.

 

 

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Pubblicato da su 23 luglio 2014 in Scoperte & Teorie

 

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