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SCOPERTA 16: Sacsayhuamán, misteriose tecniche di modellamento della roccia

26 Giu
SCOPERTA 16: Sacsayhuamán, misteriose tecniche di modellamento della roccia

A circa 2 chilometri a nord di Cuzco, l’antica capitale dell’Impero Inca, ad un’altitudine di 3700 metri, si trova Sacsayhuamán, una fortezza realizzata in pietra che si estende su un’area di 3 mila ettari scoperta dai conquistadores durante le spedizioni nel Nuovo Mondo.

Ma cos’ha di così straordinario quello che oggi è uno dei siti archeologici più importanti d’America? La tecnica di assemblaggio delle strutture in pietra mostra una precisione che non ha paragoni. Alcune delle rocce utilizzate dagli antichi costruttori raggiunge le 150 tonnellate, un peso che ancora oggi con i più moderni macchinari avremmo difficoltà a spostare. Inoltre la precisione con la quale i blocchi sono stati posizionati, combinata con gli angoli arrotondati di alcuni di essi, la varietà delle forme ad incastro e il modo in cui i muri sporgono verso l’interno, sta sconcertando ancora gli archeologi. Come hanno fatto gli Inca a realizzare opere così precise avendo a disposizione solo utensili in pietra?

Una domanda a cui ancora oggi non si riesce a dare una risposta definitiva se consideriamo anche il fatto che nessun attrezzo è stato rinvenuto in prossimità del sito. Esiste una “spiegazione ufficiale” che se però analizzata a fondo ha dell’assurdo: praticamente posizionavano la pietra sul posto, osservavano la forma di quelle adiacenti e la mettevano giù per realizzarne la forma. Poi la innalzavano nuovamente e se non corrispondeva ripetevano l’operazione fino a quando i blocchi non combaciavano perfettamente. Ma tutto questo sarebbe stato eseguito con massi che superavano le 100 tonnellate, dunque una procedura al di la della complessità e faticosità. Inoltre dobbiamo considerare che i massi corrispondono così perfettamente che nella fessura tra l’uno e l’altro non è possibile inserire nemmeno uno spillo!

La storia ufficiale ci dice che la fortezza è stata costruita dagli Inca tra il 1438 e il 1500 circa, ma gli stessi Inca affermano che le strutture megalitiche erano lì da molto tempo prima di loro, costruite da un popolo diverso. Dunque esisteva un popolo più antico di cui abbiamo perso completamente le tracce? Chi erano e che tecnologia hanno utilizzato per erigere un’opera tanto imponente?

Esiste una leggenda che afferma che gli antichi fossero in possesso di un particolare liquido, ottenuto dalle piante, capace di rendere la pietra morbida e facile da modellare. Altri hanno addirittura ipotizzato che i costruttori di Sacsayhuamán fossero in grado di fondere la roccia fino a darle la forma voluta, ma per ottenere un tale effetto sarebbero state necessarie temperature elevatissime. C’è chi parla anche di antichi giganti che avrebbero un tempo popolato la Terra.

Il nostro pianeta pullula di opere megalitiche di cui è difficile comprenderne i metodi di realizzazione; o i nostri antenati erano più avanzati di quanto crediamo, oppure c’è qualcosa che manca nella storiografia ufficiale.

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Pubblicato da su 26 giugno 2014 in Scoperte & Teorie

 

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