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Il macabro mistero della maledizione dell’auto di James Dean

05 Apr
Il macabro mistero della maledizione dell’auto di James Dean

Una fiamma che si accende all’improvviso bruciando così intensamente da fare invidia alle stelle e che in maniera fulminea si spegne. Questa, in sintesi, è la vita di James Dean.

Simbolo immortale di Hollywood che ha appassionato, ispirato e lasciato il segno su tante generazioni a partire dagli anni 50, a lui si sono ispirati anche altri mostri sacri della cinema e della musica. Ad esempio Elvis Presley, per rafforzare la sua immagine, assumeva un atteggiamento “animalesco” alla James Dean di cui era un grande ammiratore e perfino la sua celebre capigliatura era un chiaro omaggio alla stella di Hollywood. John Lennon addirittura dichiarò che senza James i Beatles non sarebbero mai esistiti.

La lista delle persone che hanno reso tributo e si sono ispirati a lui è molto lunga: Jimmi Hendrix, Sid Vicious, Jim Morrison, Kurt Cobain, ecc… ancora oggi il mondo è influenzato dal suo fascino, ci basti pensare che il classico look blue-jeans e t-shirt è stato reso popolare proprio da lui, come simbolo di ribellione, nel film “Gioventù Bruciata”. James Dean è diventato leggenda anche e soprattutto per la sua morte avvenuta all’età di soli 24 anni. Infatti James è morto in un incidente stradale a bordo della sua tanto amata Porsche 550 Spyder, ed è attorno a questa macchina che si concentrerà la nostra storia.

James Byron Dean era attratto dal mondo dei motori come una calamita e quando iniziarono le riprese del suo terzo e ultimo film, “Gigante”, acquisì l’automobile che divenne il suo bene più prezioso e presto anche la sua tragica rovina. Il 21 Settembre 1955 acquisì un esclusiva e limitata Porsche 550 Spyder, 110 CV, trazione posteriore, capace di raggiungere i 225 chilometri all’ora, qualcosa di straordinario, all’epoca, con un corpo in alluminio di soli 550 kg che l’ha resa estremamente leggera e diabolicamente difficile da guidare. Forse a causa di questo, Dean la battezzo “Little Bastard”. Il numero di telaio della vettura era 2Z77767, un numero che, secondo alcuni esperti di numerologia, avrebbe portato sfortuna. È interessante notare che, una settimana prima dell’incidente, Dean registrò uno spot televisivo in cui mise in guardia i giovani sui pericoli della velocità. Inoltre la notte prima aveva lasciato il suo gatto all’amica Elizabeth Taylor, la quale ebbe la strana sensazione che qualcosa di brutto stesse per accadere. E così è stato.

Il 30 settembre, subito dopo le riprese di “Gigante”, si avviò con la sua nuova auto in una gara a Salinas, California. Il suo amico Bill Hickman e il suo meccanico Rolf Wütherich erano con lui, metre Sanford Roth, il suo fotografo, li seguiva su un’altra auto. Coincidenza o no, prima di arrivare, Dean aveva voluto testare la macchina visto che per l’occasione aveva trascorso delle ore sulla messa a punto e l’installazione delle cinture di sicurezza. Il suo meccanico gli faceva inoltre da copilota.

Arrivando a un bivio tra i percorsi 41 e 46 nella città di Cholame, California, una Ford Custom Tudor Coupé guidata da Donald Turnupseed, un giovane studente di 23 anni, invase la corsia di Dean ad alta velocità. Egli cercò di schivarlo, ma non ci riusci. Il colpo fu brutale, la Porsche volò via e si schiantò contro un palo. Dean andava alla velocità di 89 chilometri all’ora, dunque stava rispettando i limiti in quella strada. James Dean morì sul colpo con il collo rotto e altre lesioni interne, il suo meccanico, Rolf, fu scaraventato fuori dall’auto, forse è proprio questo che gli salvò la vita cavandosela con una mascella e clavicola rotte. Donald, il conducente della Ford non si era fatto quasi nulla eccetto per il naso rotto rotto e una lussazione della spalla.

Dunque un terribile incidente costò la vita a Dean, ma questo fu solo l’inizio di una serie di eventi che portarono a credere che la vettura “Little Bastard” fosse maledetta. Cominciò a circolare una strana voce che accusò l’ex fidanzata di Dean, Maila Nurmi, conosciuta anche come “la Vampira”, di essere la causa dell’incidente attraverso riti di magia nera, infatti era stata abbandonata dall’attore quando raggiunse una certa notorietà. Anni prima, inoltre, lo stesso Dean dichiarò in un’intervista che l’attrazione provata per quella ragazza era probabilmente causata dalle forze delle tenebre, e che il denaro con la quale aveva acquistato “Little Bastard” era destinato inizialmente alla casa in cui entrambi dovevo andare a vivere. Da qui in poi la macchina porto sfortuna a chiunque cercò di avvicinarsi.

Un famoso restauratore e designer di auto dell’epoca di nome George Barris comprò i resti della Porsche per 2.500 dollari, ma all’arrivo nel suo garage le corde che la tenevano cedettero e i resti di “Little Bastard” schiacciarono le gambe a un suo operaio. L’automobile fu venduta a pezzi. Due delle sue ruote finirono su una macchina da competizione e il giorno della gara i due pneumatici esplosero e l’auto di schiantò lasciando il pilota in coma. Il motore fu venduto a Troy McHenry e il cambio a William Eschrid, entrambi amanti di gare automobilistiche. Durante una di queste competizioni in cui gareggiavano tutti e due, McHenry perse il controllo finendo ad alta velocità contro un albero. Morì sul colpo. Eschrid rimase gravemente ferito durante la stessa gara perdendo il controllo dell’auto in una curva a causa di un guasto meccanico.

Un pomeriggio, un giovane cercò di rubare la macchina per avere un oggetto appartente al grande James. Ma nell’intento di rubare il volante ebbe un incidente così grave che i dottori dovettero amputargli il braccio. Il resto della carrozzeria venne prestata alla polizia che la usò come esempio dei pericoli causati dall’alta velocità. La Porsche era tenuta in un garage privato che una notte prese fuoco e tutte le macchine presenti furono carbonizzate, tranne una, indovinate quale…

Questa automobile era costantemente richiesta da organizzatori di eventi, di gare automobilistiche, da proprietari di musei e campagne per la sensibilizzazione sui pericoli della strada. Puntualmente ad ogni evento succedevano cose strane.

Durante un’esposizione in un museo, la vettura cadde dalla pedana su cui era esposta senza un motivo apparente e ruppe il bacino a un visitatore. Durante uno dei tanti tragitti che “Little Bastard” faceva da un’esposizione all’altra, un’auto colpì il camion che trasportava la Porsche. Come prevedibile i portelloni si aprirono e Little Bastard finì per strada, centrando ed ammazzando sul colpo il guidatore di una terza auto. Nella sua ultima esposizione avvenuta a New Orleans, i sostegni sui quali poggiava la pedana, controllati in maniera rigorosa dagli addetti, avevano dato forfait all’improvviso e, come sempre, senza motivo. La vettura dunque cadde e si rupper in 11 pezzi esatti. Gli organizzatori della campagna ne ebbero abbastanza e decisero di rimandare i rottami a Barris, il prorpietario. L’auto fu caricata su un treno, ma una volta che giunse a destinazione sparì misteriosamente, e da allora non se ne seppe più nulla.

Vivi veloce, muori giovane e sii un bel cadavere

-James Dean

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