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Archivio mensile:marzo 2014

CICADA, l’enigma più intrigante del Web

CICADA, l’enigma più intrigante del Web

Sappiamo che Internet è una rete enorme dentro la quale si trova immersa una grande quantità di persone sparse in tutto il mondo che si scambiano ogni genere di informazioni. Ma il web spesso, a seconda di come viene usato, potrebbe essere un’arma molto potente. Per esempio potrebbe essere il mezzo perfetto attraverso il quale fare un reclutamento su scala mondiale, ed è proprio ciò che sta succedendo in questo istante, mentre guardi questo video.

Da circa 3 anni, infatti, da parte di un’organizzazione completamente anonima avviene un reclutamento di persone brillanti in grado fare analisi di immagini e decifrare messaggi complessi di crittografia. Il nome che è stato dato a questa misteriosa associazione è Cicada 3301. Chi è o cosa sia veramente Cicada 3301 nessuno lo sa, ma è noto che è iniziato tutto nel 2012 quando è apparsa per la prima volta sui forum – tra cui 4chan, uno dei più visitati al mondo – una strana immagine con una specie di indovinello

Uno dei tanti navigatori interessati da subito alla faccenda fu lo svedese Joel Eriksson il quale si occupa di sicurezza informatica e quindi di crittografia e algoritmi per cifrare messaggi. Incuriosito Eriksson, dopo un pò di tempo capì come decifrare l’immagine nascosta cambiando il colore di ogni 100esimo pixel, e fu così che scoprì la scritta “TIBERIUS CLAUDIUS CAESAR” seguita da una stringa di testo strana. Chiaramente anche in questo caso Eriksson riuscì a decifrare il codice ricordando il sistema usato da Gulio Cesare, ovvero quello di scambiare le lettere del messaggio cifrato con quelle dell’alfabeto ma spostate di un numero fisso di posti. Eriksson, dopo alcune prove, riuscì a trovare anche il numero esatto di posti per spostare le lettere, e quindi, per comporre il messaggio adeguato. Da questo passaggio ottenne un indirizzo URL di un sito, ma che portava ad un’immagine di una papera con la seguente scritta:

“OOOPS questa è solo un’esca non sei ancora riuscito a decifrare il codice”

Eriksson non si arrese e lavorando sul testo ricavò un altro link, questa volta una pagina su Reddit, un popolare sito di condivisione di link momentanei. Qui trovò la citazione cifrata di un libro e dei numeri Maya che iniziò a tradurre. Arrivati a questo punto si trattava evidentemente di qualcosa di più di un ordinario giochino su internet e la tecnica usata per criptare gli indizi diventava sempre più raffinata e complessa. Successivamente Eriksson arrivò ad alcune immagini di cicale. Egli si ricordò del fatto che le magicicade sono una specie che vive negli Stati Uniti e hanno un ciclo biologico che le porta ad emergere dalla terra ogni 13 o 17 anni. Dunque, attraverso l’utilizzo di questi numeri primi arrivò ad un nuovo messaggio che trattava dello scrittore cyberpunk William Gibson – in particolare una sua poesia del 1992 “Agrippa – un libro dei morti”, tristemente nota per il fatto che è stata pubblicata solo su un Floppy Disk da 3,5 pollici che era stato programmato per cancellarsi automaticamente dopo la prima lettura.

Eriksson raggiunse un punto cieco, ma la sua storia non si ferma qui, anzi, cercò delle informazioni su questo messaggio e scoprì che in tutti i forum più popolari fra gli hacker e appassionati di crittografia c’erano centinaia di utenti come lui e anche molto più esperti che cercavano di decifrare questi codici, infatti continuavano a  comparire nuove immagini e nuovi messaggi, insomma era diventata una caccia al tesoro, quasi una follia collettiva fra gli utenti perché ogni nuovo livello era più complesso e difficile di quello precedente!

In seguito comparvero messaggi con altri numeri primi, codifiche fatte in diversi linguaggi e addirittura un libro intitolato “Owain, o la dama della fontana” che è un racconto gallese del XII secolo. Soltanto in pochi riuscirono a decifrare i codici degli ultimi messaggi, ma all’improvviso Eriksson, insieme ad altri pochi esperti, arrivò a ciò che sembrava essere l’ultimo messaggio che conteneva un numero di telefono del Texas. Digitando il numero rispondeva una segreteria telefonica che diceva di utilizzare dei numeri primi per raggiungere un sito nella Darknet (una rete virtuale privata dove gli utenti connettono solamente persone di cui si fidano) dove vi compariva la scritta:

“Avete fatto un buon lavoro per arrivare fin qui. La pazienza è una virtù. Ricontrollate alle 17 di lunedì 9 gennaio”

e partì un conto alla rovescia.

Il 9 gennaio all’ora indicata il contatore raggiunse lo 0 e vennero pubblicate 14 coordinate di città in tutto il mondo dove comparvero altri messaggi in QR messi nelle metro, sui lampioni, nei parcheggi, ma in questo caso i link avevano una durata molto breve, dopo qualche minuto infatti smisero di funzionare e comparve la scritta

“Noi vogliamo il meglio. Non i seguaci”

Eriksson non riuscì a raggiungere in tempo questi link ma anche in questo caso trovò appoggio nella rete, dove comparvero messaggi di utenti che erano riusciti a raggiungere alcuni dei posti indicati, e quindi, a compiere l’ultimo passo. Essi avevano postato ciò che sembrava essere un messaggio di benvenuto:

“NON DIFFONDERE QUEST’INFORMAZIONE. Vi state senza dubbio chiedendo che cosa facciamo, noi siamo qualcosa tipo un ‘pensare grazie’ e il nostro scopo principale è ricercare e sviluppare tecniche per aiutare le idee che sostengano libertà, privacy e sicurezza”

inoltre c’era una proposta concreta di diventare membri di quest’organizzazione, chiamata appunto Cicada 3301.

Infine, un ultimo messaggio dedicato all’intera comunità internet comparve postato su Reddit. il testo diceva:

“Ciao! Abbiamo ora trovato gli individui che cercavamo, così il nostro viaggio finisce qui per ora… “

Chi o cosa sia nessuno lo sa, molte sono le ipotesi: CIA, FBI, Anonymous, NSA e altri gruppi e organizzazioni segrete. C’è chi pensa che si tratti semplicemente di una trovata pubblicitaria di tipo “Alternatrive Reality Game” o ARG, ossia un gioco che collega internet al mondo reale. Microsoft, per esempio, nel 2004 aveva avuto un grande successo con “I Love Bees”, un’acclamata campagna ARG concepita per promuovere il gioco Halo 2 per XBox. Sono stati usati telefoni casuali di tutto il mondo per trasmettere dei messaggi riguardanti il gioco che gli utenti dovevano decifrare.

Il mistero, ancora oggi, è vivo più che mai, infatti proprio il 4 gennaio del 2014, Cicada 3301 ha lasciato un nuovo messaggio annunciato stavolta tramite un account Twitter il cui profilo è una serie di cifre e i tweet sono rigorosamente messaggi in codice. Tra i tanti messaggi che sono stati lasciati c’è anche un MP3.

Chissà che qualcuno di vuoi non riesca a decifrarlo…

“guess what — cicada”

 

 
 

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CASO 6: CICADA 3301 – L’enigma più intrigante del Web

Cosa sta accadendo dal 2012 su internet? Chi o cosa è CICADA?

 
 

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L’Uomo Falena, la creatura del terrore

L’Uomo Falena, la creatura del terrore

La storia che vi stiamo per raccontare si svolge nella Virginia Occidentale, più precisamente a Point Pleasant, una piccola e tranquilla cittadina da poco meno di 5000 abitanti. Questo luogo sarebbe rimasto del tutto anonimo se non fosse stato protagonista, nel 1966, di un curioso fatto di cronaca che lo fece conoscere in tutto il mondo.

Era la sera del 15 novembre quando due coppie di giovani ragazzi stavano percorrendo sulla stessa macchina la provinciale che li avrebbe ricondotti a casa. All’altezza di una fabbrica di tritolo, abbandonata dopo la fine della seconda Guerra Mondiale, scorsero due forti luci rosse, simili a due fari. Incuriositi, accostarono e scesero dalla vettura per andare a controllare di cosa si trattasse. Mano a mano che si avvicinavano, quelle due luci rosse diventavano sempre più forti e allo stesso tempo quasi inquetanti, una volta arrivati ad una certa distanza scoprirono, a loro malgrado, che quei fari erano in realtà dei giganteschi occhi. Essi si trovarono con terrore di fronte a una creatura dalle fattezze umanoidi, alta più di due metri, priva di collo, ricoperta da una peluria grigia e ali da pipistrello raccolte dietro la schiena. Presi dal panico, risalirono in macchina e fuggirono a tutta velocità verso il centro abitato, ma il loro incubo era ancora lontano dal concludersi. Come un predatore implacabile, l’essere spiccò il volo e attaccò dall’alto l’automobile.

“La creatura vantava un’impressionante apertura alare di quattro metri e una velocità in volo che sfiorava i 160 chilometri orari”

dichiararono successivamente i ragazzi.

Planava sul tettuccio della vettura e li fissava dal parabrezza con i suoi occhi rossi e inespressivi. Forse i primi lampioni e le prime abitazioni dovettero farlo desistere poiché, come era apparso, scomparve nella notte.

Sconvolti, i ragazzi si precipitarono al comando di polizia e raccontarono l’accaduto allo sceriffo. In altre circostanze, tutta questa storia sarebbe stata classificata come una bravata, ma non era il caso di questi ragazzi. Lo stesso sceriffo, infatti, dichiarò

“Conosco quei ragazzi, sono brave persone e quella sera ho visto il terrore nei loro occhi, non era di certo uno scherzo!”

La notizia giunse immediatamente alle orecchie di un giornalista locale che scrisse un articolo al riguardo. Fu lui a battezzare quello strano mostro “Mothman”, la cui traduzione è appunto Uomo Falena. Se il tutto si fosse limitato a un avvenimento circoscritto, probabilmente questa storia sarebbe finita nel dimentacatoio nel giro di qualche settimana, ma tra il 1966 e il 1967, nell’arco di tredici mesi, gli avvistamenti si moltiplicarono in tutta la zona (oltre 100), creando un panico collettivo.

Dunque la storia dell’Uomo Falena era diventata virale, su di lui nascono leggende, tra cui quella in cui si pensa che rappresenti un presagio di morte. Dopo la sua prima comparsa negli anni ’60, è stato infatti quasi sempre avvistato in luoghi dove sono accaduti disastri o tragedie a cominciare proprio da Point Pleasant.

  • Era il 15 dicembre del 1967 quando il ponte costruito sul fiume Ohio, il Silver bridge, crollò. Dopo quell’avvenimento La creatura non comparve mai più nella piccola cittadina.
  • Per fare un altro apparente incontro con l’Uomo Falena dobbiamo fare un salto temporale di un paio di decenni quando, nel 1986, a Chernobyl in Ucraina, dei tecnici dichiarano di aver visto aggirarsi una strana creatura alata con grandi occhi rossi. Pochi giorni dopo, il 26 aprile, ci fu la catastrofe dell’esplosione della centrale nucleare.
  • Una testimonianza documentata da fotografie raffigura invece un essere alato volteggiare intorno a un grattacielo: era l’11 settembre del 2001, durante il crollo delle Torri Gemelle di New York.

A fronte di questi accadimenti, la vera natura dei questo essere è ancora un mistero, è stata ipotizzata una relazione tra l’uomo falena e gli extraterrestri. Nel 1966, infatti, furono segnalati da più testimoni luci nel cielo e UFO. Inoltre è interessante il fatto che le antiche popolazioni indiane le quali popolavano il territorio americano, avessero insediamenti e villaggi che non andavano mai oltre le sponde del fiume Ohio (dove si trova l’attuale West Virginia e Point Pleasent). Questo perché reputavano quell’area troppo sacra o troppo nefasta per viverci. La versione moderna degli ufologi indica questi luoghi come uno “stargate”, un passaggio o una via d’accesso a più dimensioni parallele. Gli ufologi, inoltre, sostengono che un altro punto di passaggio si trova nella foresta nel New Jersey dove vive la leggenda del diavolo del New Jersey

Gli studiosi e gli scettici che hanno condotto ricerche sull’argomento, sono invece unanimi nel ritenere che non si tratti di una strana creatura, bensì di una banalissima specie animale ben conosciuta, infatti caratteristiche come occhi luminosi, grande apertura alare, testa rotonda e priva di collo, sarebbero infatti ravvisabili a specie volatili notturne quali il gufo e l’allocco barrato. Questa obiezione però non spiega le enormi dimensioni della creatura descritta dai quattro ragazzi, inoltre dobbiamo ricordare che durante la fuga avevano raggiunto la velocità di 160 km/h e la creatura riusciva tranquillamente a inseguirli. E’ possibile che durante quella sera i ragazzi, in preda al panico, abbiano travisato ciò che realmente abbiano visto?

Dobbiamo sottolineare un fatto cruciale: nel periodo di massimi avvistamenti, a Point Pleasent arrivarono anonime macchine nere dentro le quali c’erano degli agenti, i famosi “man in black”. Nessuno seppe mai cosa facessero o cosa cercassero, ma è cosa certa che per diversi mesi i telefoni cittadini furono messi sotto controllo.

La storia dell’uomo falena ha reso famosa la tranquilla cittadina di Point Pleasant la quale è diventata un’icona in tutto il mondo, e i cittadini hanno addirittura reso omaggio al Mothman costruendo una statua con una placca commemorativa. Ancora oggi, ci sono molti elementi che devono essere chiariti, le vere origini del Mothman sono tuttora avvolte nel mistero. Chissà che la prossima volta che accadrà un evento nefasto, guardando nel cielo, non si scorga una strana creatura alata.

 
 

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CASO 5: Mothman – L’uomo Falena

Cosa è accaduto a Point Pleasant la notte del 1966? E’ stato veramente avvistato il Mothman?

 
 

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La Donna Tossica

La Donna Tossica

Quella che vi stiamo per raccontare è una storia vera che è entrata a far parte nel ramo di “Leggenda metropolitana” per la sua stranezza e per l’impossibilità ancora oggi di fornire una spiegazione valida, razionale e soddisfacente.

E’ la storia di una donna 31enne affetta da tumore alla cervice che, la sera del 14 febbraio del 1994, venne portata al pronto soccorso dell’ospedale di Riverdale, nel Sud della California. Il suo nome era Gloria Ramirez.
Il battito cardiaco era accelerato, la pressione del sangue al minimo e il respiro irregolare. I paramedici le iniettarono un mix di sedativi per calmarla e altri farmaci per regolarizzare il battito cardiaco. La donna venne collegata a una maschera per l’ossigeno; ma visto che Gloria non rispondeva, provarono con la defibrillazione. Quando la spogliarono, il personale medico notò una cosa inquietante: che la pelle della paziente era oleosa, e che un odore smile all’aglio fuoriusciva dalla bocca.
Ma le sorprese non finiscono qui. Quando l’infermiera si apprestò a prelevare un campione di sangue per le analisi; mentre la siringa si riempiva, sentì un odore chimico, provò quindi ad annusarla sentendo sorprendentemente un forte e inusuale odore di ammoniaca. Un’altra infermiera, inoltre, notò delle strane particelle brunastre che galleggiavano nel sangue appena prelevato.

All’improvviso, medici e infiermieri che si trovavano nella stanza, uno dopo l’altro cominciarono ad accusare sensazioni di bruciore al volto, nausea, alcuni svennero in preda a fortissime convulsioni. E cosa ancor più inquietante, alcuni di loro, al risveglio, non riuscivano a controllare il nemmeno movimento degli arti.

Venne dichiarato lo stato di emergenza all’interno di tutto l’ospedale e i pazienti furono immediatamente evaquati. La donna, dopo i disperati tentativi dei pochi medici rimasti all’interno, fu dichiarata morta alle 20.50 e il suo corpo fu messo in isolamento.
La stragrande maggioranza dello staff si sentii male quella notte. L’infermiera più gravemente colpita passò due settimane in terapia intensiva, dove soffrì, tra le altre cose, di necrosi vascolare, cioè una patologia per cui il tessuto dell’osso non riceve abbastanza sangue e inizia a morire. La necrosi le attaccò le ginocchia, e la donna dovette usare le stampelle per mesi.

Verso le 23 arrivò una squadra specializzata in materiali tossici e iniziò a cercare il punto d’origine di tutta quella devastazione, ma nella stanza in cui Gloria era morta non si trovò niente di potenzialmente pericoloso. I patologi dell’ospedale, quindi, iniziarono una lunga autopsia sul corpo della donna, dalla quale riemersero con campioni di sangue e tessuti. Inizialmente le analisi del coroner non portarono a conclusioni determinanti, così venne chiesto l’aiuto al centro di studi forensi che avrebbe analizzato il sangue e i tessuti di cuore, polmoni, cervello, reni e fegato di Gloria. Furono trovato degli elementi che però non avrebbero potuto da soli spiegare i mancamenti e le malattie sviluppate da quelli che erano stati a contatto con Gloria al pronto soccorso. Nonostante le inusuali scoperte, dunque, l’inchiesta era arrivata a un punto morto.

Durante una conferenza stampa si comunicò che la causa di morte ufficiale di Gloria era stata aritmia cardiaca provocata dal collasso dei reni, stremati dal tumore della cervice. Dunque il malessere del team del pronto soccorso rimaneva inspiegabile. Tutto questo spinse a declassare la faccenda come isteria di massa, scatenata forse dall’ ”odore di morte”, come venne definito, del sangue della paziente. Ma questa conclusione scatenò l’ira di chi, tra pazienti e medici, aveva accusato i sintomi descritti.
Fu così che si prese in esame un’altra pista: il colpevole poteva essere il DMSO, ossia un gel usato come rimedio contro i dolori cronici, e probabilmente Gloria ne aveva fatto pesantemente uso per alleviare i lancinanti dolori del tumore. Il DMSO reagisce all’ossigeno formando il Dimetilsolfone (uno degli elementi trovati in altissima concentrazione durante l’autopsia), noi però sappiamo che quando la donna era stata raccolta dall’ambulanza, i paramedici avevano cercato di mantenerla in vita premendole sul viso una maschera a ossigeno, ma cosa si ottiene aggiungendo un’altra molecola di questo elemento? La risposta è: Dimetilsolfato, i cui effetti possono essere devastanti e corrispondono ai sintomi riportati dallo staff medico ad esclusione di nausea e vomito.
Secondo gli scienziati, alcune molecole di Dimetilsolfone, trovate nel sangue di Gloria, si sarebbero rotte, unendosi ai solfati presenti naturalmente nell’organismo, formando il Dimetilsolfato. Quando l’infermiera effettuò il prelievo di sangue su Gloria, la siringa si riempi di Dimetilsolfato, alcune molecole del quale fuoriuscirono dalla siringa e avvelenarono lo staff dell’ospedale.
Questa spiegazione scatenò pareri molto contrastanti nella comunità scientifica: alcuni ne rimasero totalmente convinti, altri sottolinearono che il Dimetilsolfone di solito non si “spezza” all’interno del corpo e che gli effetti del Dimetilsolfato si vedono solamente dopo parecchie ore.

Gloria fu seppellita all’Olivewood Memorial Park di Riverside in una tomba senza nome, portando con sé quello che, ancora oggi, rimane uno dei misteri più controversi nella storia della medicina.

 
 

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La donna tossica

In questo video trattiamo la misteriosa storia di Gloria Ramirez, conosciuta anche come “La donna tossica”

 
 

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La buca più profonda del mondo

La buca più profonda del mondo

Nel 1997, la storia di un presunto buco senza fondo situato da qualche parte vicino a Ellensburg, Washington, ha preso vita. Quando sentiamo parlare di questa storia veniamo a conoscenza di presunte cospirazioni governative, attività paranormali, UFO e addirittura animali morti che resuscitano.

Questo fatto è conosciuto anche con il nome “Il Buco di Mel” poiché tutto inizia quando il famoso intrattenitore radiofonico Art Bell ricevette un fax da un uomo, che si era identificato come “Mel Waters”, il quale asseriva di avere nella sua proprietà il buco più profondo del mondo. Bell, conduce il programma radiofonico “Coast to Coast” che presenta regolarmente argomenti che sconfinano nell’assurdo, quindi, affascinato dalla storia, decide di mandarla in onda un venerdì notte. Quest’uomo di nome Mel, dunque, raccontò la storia di una fossa apparentemente senza fondo nella sua proprietà, lungo Manastash Ridge, che corre a sud di Ellensburg. Afferma che, come i precedenti proprietari del terreno, per anni aveva gettato rifiuti in quell’apertura larga circa tre metri, queste le sue parole:

“La gente aveva gettato rifiuti la dentro per decenni: mobilio, spazzatura, mucche morte, calcinacci, di tutto, ma iI buco non si era mai riempito, così mi sono incuriosito ed iniziai ossessivamente a cercare di misurarne la profondità.”

Usando un filo da pesca con attaccato un peso da circa mezzo chilo, Mel affermò di aver raggiunto 24 chilometri di profondità senza aver ancora toccato il fondo. Dato che il filo da pesca poteva reggere 9 chili, non si è spinto oltre per paura di romperlo dato che il peso totale aveva superato i 7.

In città la faccenda  era diventata ormai un ossessione collettiva e così un giorno Mel, insieme ad altri abitanti di Ellensburg, decisero di calare un animale vivo. Questa parte della storia viene raccontata con rammarico e tristezza; con l’aiuto di una puleggia, attaccata a un fuoristrada, calarono una pecora viva giù per la cavità facendo attenzione a non farle del male durante l’operazione, solo quando l’animale fu inghiottito dall’oscurità, sentirono un forte strattone e la corda iniziò a muoversi freneticamente, come se qualcuno stesse dimenando l’animale. Gli attimi successimi, per Mel e i suoi amici, furono di pura paura, iniziarono a issare la pecora con tutte le loro forze ma ciò che ne venne fuori non era più un animale, bensì un pezzo di carne sanguinante appeso a un gancio come quelli che si trovano dal macellaio, era come se qualcuno avesse letteralmente rivoltato  le interiora della pecora.

“come quando si rivolta un calzino”

furono le parole esatte di mel per decrivere tale orrore! Superato lo shock decisero di buttare l’animale dentro il fossato. Dopo tale episodio la città era in fermento e le voci arrivarono alle città vicine. Come una febbre, il fossato di Mel era diventato virale e tale notizia non tardò ad arrivare anche alla polizia e al governo stesso. Il Lunedì successivo, Mel tornò al programma di Art Bell con un aggiornamento: sabato i militari avevano circondato la sua proprietà, portando su di essa macchinari pesanti e barricandola con del cemento. Mel poi si domandò se sarebbe stato in grado di realizzare il suo desiderio, ossia che alla morte il suo corpo venisse gettato proprio in quel fossato. Affermò di aver deciso così dopo aver sentito la leggenda del cane da caccia morto che era stato buttato lì dentro e poi era misteriosamente riapparso, VIVO!

Gli ascoltatori chiamarono per aiutare a spiegare l’anomalia di Mel. Ma forse il mistero più grande è: “Chi è Mel?” Un ascoltatore cercò di rintracciarlo, ma non ne ha trovato traccia, non era riportato nemmeno sull’elenco telefonico, né sono presenti registrazioni che mostrino una proprietà presso Manastash Ridge o altrove nel territorio. Gli ufficiali di emergenza della Contea hanno detto di non sapere nulla del buco di Mel, eccetto quanto hanno saputo dalle domande dei cronisti. Forse tutte queste informazioni sono state cancellate dal governo stesso nel tentativo di smentire la notizia. Infine coloro che portano ancora avanti questo mito non possono, o non vogliono, rivelare l’esatta posizione del fossato apparentemente soprannaturale. Ma Jack Powell, un geologo americano molto rispettato, suggerisce che probabilmente, una voragine situata nei pressi di Ellensburg è stata l’ispirazione di questa storia, dato che se il “Buco di Mel” esistesse così come è stato raccontato, non potrebbe essere profondo come affermato in quanto, tecnologicamente, è un’impresa oltre le capacità umane. Geologicamente, aggiunge, non rimarrebbe aperto dato che le pressioni orizzontali della Terra sono molto forti e lo chiuderebbero subito. Alcuni ascoltatori radiofonici si sono spinti oltre la ricerca dell’identità di Mel e si sono concentrati sul posizionamento geografico del fossato. Attraverso le immagini satellitari dell’epoca raccolte dal sito “Terra Server” si è scoperto curiosamente che in quel periodo e in quella zona alcune parti delle fotografie erano state oscurate, oggi giorno quella zona attraverso Google Earth è perfettamente visibile, ma se osserviamo attentamente possiamo vedere che l’interno del fossato sembra in qualche modo modificato.

La faccenda rimane un mistero, Bell ha detto che anche lui potrebbe non sapere mai la verità sul buco di Mel, ma questo è il bello dei dibattiti radiofonici.

 

 

 

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